Tra la pubblicazioni in formato PDF trovate anche “Porto Rotondo, storia di un’emozione”
E’ un piccolo libro nato dall’amore che tanta gente ha avuto e ancora ha per questo posto. Prima di raccontare le singolari esperienze che hanno caratterizzato la fondazione e lo sviluppo del villaggio, ho voluto ricostruire la vita delle comunità che, nel corso dei secoli, hanno abitato il territorio. Per questo ho diviso il mio lavoro in quattro capitoli: “Prima di Porto Rotondo”; “C’era una volta Poltu Ridundu”; “Nasce il villaggio nel segno dell’arte”; “I pionieri e i testimoni di un’epoca”.
E’ stato bello girare per gli stazzi ed ascoltare i ricordi, ancora vivissimi, degli anziani. Dai loro racconti sono emerse memorie e tradizioni tramandate con orgoglio alle nuove generazioni; ricordi custoditi come “gioielli di famiglia” che vanno a comporre un affresco suggestivo proprio perché autentico fino in fondo. Per me è stato emozionante scoprire che questi luoghi avevano una loro identità ben precisa sin dalla notte dei tempi. Per una serie di situazioni favorevoli, i dintorni dell’attuale Porto Rotondo hanno sempre attratto gli insediamenti umani. All’inizio furono i neolitici, poi i nuragici, gli antichi romani e le comunità medioevali fino ad arrivare alla “civiltà degli stazzi”. Nel libro cerco di spiegare, anche attraverso tante piccole storie di vita vissuta, i motivi di questo successo del territorio che va ben oltre i 40 anni che ci separano dalla fondazione del villaggio di Porto Rotondo, diventato famoso in tutto il mondo. Per la stesura degli ultimi due capitoli ho dovuto affrontare e risolvere più di un dubbio. Allora mi sono chiesta cosa rappresenta per me questo posto; il fatto di aver scelto di abitarci tutto l’anno mi ha fornito la prima risposta.
Qui si respira un’aria diversa e speciale; la stessa che mi ha ispirato la dedica: “A Porto Rotondo, approdo e rifugio di artisti, naviganti e sognatori”.
Mi danno forza e sicurezza le rocce e i boschetti che circondano il paese, le spiaggette tra le scogliere, le piccole vie del centro storico e i segni lasciati dai grandi scultori, architetti e pittori. Per me sono altrettanti punti di riferimento; i miei “fari” che neanche il caos estivo riesce ad oscurare. Nicolò e Luigi Donà dalle Rose hanno deciso di far nascere Porto Rotondo sotto il segno dell’Arte; le straordinarie esperienze dei due fratelli veneziani e degli amici artisti contagiati dal loro entusiasmo sono oggetto degli ultimi due capitoli.
Mi ha trasmesso emozioni fortissime l’incontro con Mario Ceroli nella sua grande casa-officina-museo di Roma. Ritenevo fondamentale la sua testimonianza su Porto Rotondo e non mi decidevo ad ultimare il libro senza prima aver parlato con lui. Valeva la pena di aspettare e ho affidato la chiusura del mio libro alla “voce”, anche polemica e non solo nostalgica, del grande scultore, creatore degli interni della Chiesa e ideatore del Teatro.
La storia di un’emozione è difficile da raccontare; “l’aria” di un posto lo è ancora di più. Ho sentito che questo mio lavoro non doveva basarsi sulle date, sulla cronologia precisa dei fatti e sui riferimenti geografici. Non voleva essere una guida turistica e neanche un testo di storia, seppure recente. Ho pensato che delle poesie, all’inizio e alla fine di ogni capitolo, potessero essere più in sintonia con lo spirito di un libro basato, in massima parte, su ricordi, aneddoti ed esperienze raccontate dagli stessi protagonisti. Le poesie che ho scelto, tratte dalle mie due raccolte di versi “Mareamore” e “L’Estranea”, sono tutte nate a Porto Rotondo: pensieri distillati tra momenti cupi ed altri gioiosi; nati dal silenzio e dalla pace che qui ti possono ancora avvolgere e confortare.