Articolo pubblicato su Panorama in edicola dal 4 maggio 2006
Sarà anche uno sport giocato in punta di zoccoli, ma di sicuro il polo quest'anno ha dato il via (con gran clamore mediatico) alla sfavillante stagione della Costa Smeralda. Pretesto: il torneo Jaeger LeCoultre Gold cup, prima alternativa alle un po' fruste performance veliche e golfistiche. A Claudio Gorgiutti e Maurizio Zuliani, gli organizzatori, è bastato mettere insieme un weekend di primavera, la pattuglia dei rampolli più appassionati, una location ariosa come l'entroterra di San Pantaleo e il tam tam sul debutto del polo a Porto Cervo è partito, benedetto dai grandi sponsor che hanno griffato le sei squadre: Audi per il team capitanato da Romy Gianni; Ruinart Champagne abbinato alla squadra di Alberto Moretti; Deutsche Bank al capitano Roberto Marraffa; Jaeger LeCoultre a Mario Robbiano; Cala di Volpe al padrone di casa Tom Barrack, veterano dei campi da polo. Mochi Craft ha sponsorizzato il team vincente di Luca D'Orazio.
Ma più che nei piazzamenti in campo ospiti e media si sono concentrati su quelli nelle terrazze riservate, dove il mix dì caftani e parure annunciava il ritorno della Costa agli sfarzi d'un passato recente. Accanto all'irriducibile Marta Marzotto, le raggianti Sandra Carraro, Amii Stewart, Adriana Volpe e Anna Valle. E poi la principessa Zara, figlia dell'Aga Khan, le sorelle Lavinia e Beatrice Borromeo e la marchesa di Milford Haven. Oltre alla regina local Valeria Marini, atterrata sul campo in elicottero da vera diva.
Un caso, uno dei tanti eventi della solita estate in Costa? Di più: quello che è successo sul campo di Bucchi Toltu del Centro ippico Shergan fa parte di una vera strategia. Che punta a integrare il circuito della Polo Gold cup che comprende Cortina e Roma con una località esclusiva di mare. Porto Cervo ha battuto sia Capri sia Portofino e Tom Barrack, padre padrone innamorato della Costa Smeralda, non si è lasciato sfuggire l'occasione di unire la passione ippica con il business.
Gongolava anche Franco Carraro, presidente della Smeralda Holding, proprietaria del patrimonio immobiliare della Costa Smeralda e appassionato dello sport. Talmente entusiasta da ipotizzare l'apertura di un secondo campo e di tante stalle.
Insomma, dopo i posti barca arrivano i posti cavallo: «I proprietari dei cavalli potrebbero portarli a svernare» dice Carraro, che non sottovaluta i giocatori, considerati come nuovi armatori «Arriverebbero anche loro, per giocare in questo angolo di Gallura».
Tom Barrack condisce il progetto con una spruzzata di nostalgia: «Il polo è perfetto per la Sardegna che ha una tradizione equestre antica. E’ uno sport elegante, coraggioso, fiero. Sì inserisce nel contesto culturale dell'isola. Mi piacerebbe che diventasse una realtà con appuntamenti fissi come la vela».
La mossa potrebbe servire a togliere alla Costa quell'immagine chiassosa guadagnata negli ultimi anni: sono i pionieri cortinesi Gottardo Manaigo e Stefano Zardini che hanno seguito il torneo. Dice Zardini: «Questo sport non crea confusione o clamore: si può seguire conversando in terrazza mentre in campo corrono come dannati». Non è più tempo di scorribande in acquascooter e gommoni tra calciatori e soubrette.