Un palco essenziale, effetti speciali con le immagini dei ballerini proiettate sul campanile della chiesa, il tutto in uno scenario di rara bellezza. Si è ripetuto, a San Pantaleo, l’incanto della Grande Danza, appuntamento d’arte & memoria, nato per ricordare le vittime dell’incendio di Milmegghju, in cui il 28 agosto 1989 persero la vita tredici persone.
Le mille sedie sistemate nella suggestiva piazza del borgo incastonato fra i graniti, non sono bastate per accogliere un pubblico che cresce anno dopo anno. Lo spettacolo, presentato da Marco Sabbatini, è iniziato con la coreografia “Ricordi”, ideata dal direttore artistico della manifestazione Claudio Rocco che ha voluto affidare ai “Danzatori dell’isola”, giovani talenti locali, l’apertura della manifestazione, promossa dall’Associazione Culturale di San Pantaleo e patrocinata dal Comune di Olbia.
Nelle belle foto, scattate da Andrea Nissardi, sono “fissati” alcuni momenti di una serata da incorniciare, con la grande danza inserita in uno scenario fiabesco. I ballerini del «Teatro alla Scala» di Milano, Antonella Albano e Caroline Westcombe, hanno unito danza e pathos, nella drammatica interpretazione di «The miracle worker».
Emozioni più leggere ma ugualmente intense per il “Pas de trois da “Il lago dei cigni” sulle musiche di Tchaikovski, interpretato da Serena Sarnataro, Daniela Cavalleri e Fabio Saglibene, ancora loro provenienti dalla Scala di Milano. Il pubblico è stato poi conquistato dalla sensuale performance, sulle note di «From beating, my heart stops», di George Oliveira e Leanne Condrigton de Les Ballets de Monte Carlo. Ancora applausi per la danza raffinata e potente dei ballerini della Scala Stefania Ballone e Maurizio Licita, perfetti nel Pas de deux da “Les Corsaires”, musiche di Minkus e coreografia di M.Petipa.
Gran finale con Jens Weber e Aurelia Schaefer, primi ballerini de Les Ballets de Monaco su un difficile “Adagietto della Sinfonia n°5” di Gustav Mahler, con la coreografia di Oscar Araiz. Molto soddisfatti gli artisti che si sono detti “piacevolmente stupiti della favolosa risposta del pubblico ed incantati da San Pantaleo, un paese meraviglioso di cui si parla con entusiasmo anche all’estero”.
E, proprio gli artisti italiani e stranieri che hanno scelto di vivere nella frazione-gioiello del Comune di Olbia, lanciano un appello affinché il borgo e i suoi dintorni mantengano, nel tempo, identità e caratteristiche architettoniche, nello spirito originario del luogo.
Foto di Andrea Nissardi