Nell’italico ed affollato panorama dei concorsi letterari si distingue “Parole in corsa” che sta onorando il suo nome bruciando le tappe. Lanciato a Roma nel 2003 e riservato agli “scrittori inediti”, si è ormai esteso a tutta Italia coinvolgendo numerose aziende di trasporto pubblico. L’obiettivo è far emergere la fantasia dei passeggeri, potenziali “rilevatori” (oltre che osservatori) di tipi umani e disumani, costumi e scostumi, mode e modi. I racconti, in sintonia con il “taglio” veloce del concorso, non devono avere più di 90 righe e i migliori finiscono in un’antologia annuale intitolata “Parole in corsa”, venduta nelle librerie di tutta Italia. In Rete sono già finiti i racconti selezionati quest’anno per la V edizione del concorso. Mi ha colpito per la sua ironia, originalità e ritmo il VadeMetrum, ovvero “Manuale di sopravvivenza metropolitana” scritto da Claudia Marzi.
“Si pregano i signori passeggeri di allontanarsi dalla linea gialla".
“Si prega di facilitare l'uscita dei passeggeri".
“Si pregano i signori passeggeri di fare attenzione allo spazio esistente tra le vetture e il marciapiede: è già accaduto che parecchi clienti abbiano perso l'uso di uno o più arti inferiori. A tale proposito si ricorda che la Società, NON essendo responsabile degli incidenti, imputabili esclusivamente alla dabbenaggine alla distrazione e agli evitabili scontri fisici in cui sono coinvolti coloro che entrano ed escono dalle porte, NON offrirà alcun risarcimento e/o contributo per spese medico-chirurgiche, accertamenti ortopedici, fisioterapia, acquisto di protesi".
“Si pregano i signori passeggeri di non ferire e/o uccidere i compagni di viaggio con ombrelli o altri oggetti contundenti”.
“Si pregano i signori passeggeri di considerare con benevolenza e cortesia coloro che, all'interno dei vagoni, si dovessero esibire in giochi di prestigio e/o "destrezza" quali musicisti, cantanti, attori, danzatrici di lap-dance, questuanti in particolar modo se accompagnati da bambini di età inferiore ad anni dieci".
"Si raccomanda di non reagire scortesemente nei confronti di coloro che, in possesso di ingombranti zaini appesi alle spalle, girandosi Vi spintonino fino ad farVi cadere: ricordate che sono loro a sopportare il peso più gravoso del viaggio.”
“Si pregano i signori passeggeri, nell'eventualità che trovino un posto a sedere, di sgombrarlo da giornali, gomme da masticare, lattine, bottiglie, tracce di impronte di scarpe lasciate dagli altri clienti. Vi invitiamo a gettare quanto raccolto negli appositi cestini posti all'uscita di ogni fermata pregandoVi, nel contempo, di osservare le norme previste per la raccolta differenziata dei rifiuti: ricordate che la città e la sua metro sono VOSTRE e vanno tenute pulite esclusivamente con il VOSTRO aiuto!”
“Si avvisano i signori passeggeri e in particolare le signore anziane, i diversamente abili, le donne incinte e non, di RIFIUTARE CATEGORICAMENTE di sedersi nel caso in cui Vi si offra un posto: ricordate che dietro un gesto apparentemente gentile si possono nascondere pericolose insidie.”
“Si avvisano i signori passeggeri di prestare particolare attenzione ai borseggiatori. Al fine di prevenire spiacevoli episodi, di cui la Società ed i sorveglianti da essa preposti a tutelare la VOSTRA incolumità ed il corretto svolgimento del servizio NON POSSONO NE' DEBBONO rispondere, consigliamo di lasciare a casa gioielli, borse, portafogli, carte di credito, chiavi, cellulari, palmari, i-pod e quant'altro non sia INDISPENSABILE al normale svolgimento della Vostra giornata.”
Queste fredde raccomandazioni si diffondono tutte le mattine dagli altoparlanti delle stazioni. Le parole sono scandite da voci femminili metalliche ma cortesi e nessuno ci presta più orecchio, che tanto si sa ... .. Tutti sfogliano i giornali gratuiti del mattino, del pomeriggio e della sera; molti dialogano con i loro auricolari, partecipando al mondo che si muove di corsa, liti, intricati racconti privati, la monotonia di vivere un nuovo giorno, la gioia e la paura di un amore. E' lontano il tempo del fattorino che bonariamente esortava ... “Avanti c'è posto!”