Risale a circa un anno fa, in occasione di Telethon 2007, la prima esposizione al pubblico, nel Museo Archeologico di Olbia, di due scafi romani dopo il restauro. L'operazione, lunga e complessa, è ancora in corso sugli altri relitti rinvenuti durante i lavori per la realizzazione del tunnel.
Una selezione di immagini è inserita nel sito ufficiale del Comune di Olbia.
(
www.comune.olbia.ot.it/07/12%20DICEMBRE/museo_gallery/index.htm).
Nello stesso sito è pubblicata la storia dell’eccezionale ritrovamento delle antiche navi affondate dai Vandali nel porto di Olbia.
(
www.comune.olbia.ot.it/NAVI.HTM).
(
www.comune.olbia.ot.it/NAVI1.HTM).
La galleria fotografica comprende anche molti degli innumerevoli reperti recuperati nel corso degli scavi e attualmente esposti al Museo.
(
www.comune.olbia.ot.it/bassa%20risoluzione/Reperti_Gallery/index.htm).
Il ritrovamento delle 24 porzioni (da molto grandi a molto piccole) di navi risalenti a quattro diverse fasi cronologiche, è stato curato dall’archeologo Rubens D’Oriano e dai suoi collaboratori. Nel Museo di Olbia, oltre ai primi relitti navali restaurati, sono esposte migliaia di testimonianze, affiorate dal sottosuolo o ritrovate in fondo al mare, che illustrano la storia del territorio e della città antica di Olbia, dal primo insediamento fenicio e greco alla colonia punica, dal municipium romano alla capitale giudicale medievale.