MARELLA GIOVANNELLI - HOME PAGE
Partner Siti Amici Archivio fotografico Cerca all'interno del sito
Articoli Marella Giovannelli Articoli Mara Malda Poesie e pubblicazioni


Da Isola-lazzaretto a Isola-pattumiera: il precedente storico ricordato da Eugenia Tognotti

Sul caso dei rifiuti campani sbarcati in Sardegna, il commento più interessante, che riportiamo integralmente, è pubblicato sulla Nuova Sardegna di oggi. E’ firmato da Eugenia Tognotti, professore di Storia della medicina all'Università di Sassari, membro della "Society for the Social History of Medicine" di Oxford e nel Comitato Scientifico della rivista Medicina & Storia, oltre che opinionista del quotidiano la Stampa e collaboratore di Panorama.

Eugenia Tognotti 
Nel 1884 toccò all’Asinara. Quando, con il colera si scelse l’Isola come lazzaretto

Articolo Eugenia Tognotti PRIMA PAGINA LA NUOVA SARDEGNA 14-01-08 
di Eugenia Tognotti
Sarà “egoista”, politically uncorrect, ma sono contro la scelta di accogliere senza fiatare 6000 tonnellate di immondizia del “paese d’o sole”, divenuto un inferno a causa del rapporto malato fra camorra e politica e della colpevole imprevidenza di chi, in questi anni, ha consentito che i rifiuti inghiottissero una montagna di denaro pubblico senza risolvere mezzo problema. I cumuli di mondezza che ammorbano Napoli e insidiano la salute degli abitanti non sono la conseguenza di una catastrofe naturale, un terremoto o un’inondazione, come quella di Firenze: la solidarietà sarebbe in quel caso un dovere e un obbligo d’onore. Ma l’emergenza rifiuti a Napoli è un disastro annunciato per il quale nessuno sta pagando pegno: non il sindaco di quella città, non il governatore Bassolino, non il ministro dell’ambiente che ha combattuto i termovalorizzatori. Tutti sono rimasti al loro posto e davvero non si riesce a capire quale svolta dobbiamo attenderci dai poteri di mobilitare l’esercito del Commissario straordinario e dal pannicello caldo della divisione della “mondezza” tra le regioni italiane. Non riesco ad esultare per essere “arrivati primi”. E non capisco perché la nostra regione sia candidata a ricevere più mondezza di tutte le altre in Italia, per decisione del presidente della Regione. Che, di certo, sa che la sua non è la carica “di Governatore delle province” al tempo di Roma imperiale, ma di rappresentante delle comunità, da ascoltare e da informare con chiarezza e precisione, attraverso i loro rappresentanti istituzionali.
L’intera vicenda tocca un nervo scoperto: quello dell’antica predestinazione di questa terra-isola ad accogliere di tutto, come accadde, per fare un solo esempio, quando l’isola dovette prendersi a forza il lazzaretto, nel 1884-85. Le cose andarono così. Il governo italiano - allarmato da un’epidemia alle porte d’Europa - era da anni alla ricerca di un luogo dove stabilire un lazzaretto. La Commissione sanitaria era alle prese con la spinosa questione, quando arrivò il colera, con migliaia di morti a Napoli, assediata dalla sporcizia. L’emergenza spinse ad affrettare i tempi. Sennonché nessun luogo era disposto a ospitare un lazzaretto e violente manifestazioni ebbero luogo a La Spezia e a Napoli. Dall’Italia tutta, appena unificata, si sollevava una sola voce: perché non scegliere “un’isola lontana dal Continente” da destinare alle quarantene. Ed ecco, dunque, il Governo orientarsi sull’isola dell’Asinara. Il 16 giugno 1884 il progetto fu presentato alla Camera dove i deputati sardi espressero la preoccupazione che “il lazzaretto potesse essere una minaccia alla pubblica incolumità” delle comunità locali. La legge fu approvata, anche in Senato, a tempo di record, anche perché l’epidemia continuava. Le “provenienze” spagnole, algerine e corse per le contumacie d’osservazione e di rigore furono dirottate nelle acque del golfo. Lazzaretto e locali di segregazione non erano ancora pronti, così i quarantenati dovevano restare a bordo, mentre una nave da guerra fungeva da ospedale. Decine di imbarcazioni stazionavano in acque sarde, ingenerando paura, allarme, proteste. Allora la Sardegna non era una regione “autonoma”: non sembra troppo pretendere oggi che le decisioni unilaterali siano un fatto del passato.



LINK:   


   

Marella Giovannelli 2006© created by Skasi s.r.l. Per l'utilizzo di testi e foto contattare l'autrice marellag@tiscali.it.