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Dal festone diurno sul vaporetto all’autobuca della stampa

Un’altra festa ribalda è stata quella marina e diurna con colazione a bordo del panfilo stellare Aldebaran. I novanta invitati (tutti amici e nessun imbucato) sono stati accolti dalla magnifica brunona “padrona del vapore” Alessandra De Marco. Nel frattempo, il marito Enrico, appassionato ciclista, terminava il suo quotidiano allenamento di 50 chilometri, insieme ai fedeli compagni di pedale Raffaella Midolini e Massimo Schiavi. I tre, arrivati al pontile del Cala di Volpe in tutina e casco, sono stati imbarcati, con le rispettive biciclette, sul tender “Ambaradan” (variante del nome, scelta non a caso).

  
Lo sportivissimo anfitrione, cambiato e rinfrescato, è apparso sul ponte, giusto in tempo per aprire le danze e un Magnum-Jumbo di champagne. Il cantante-pianista Raffaello, noto per le sue doti di rianimatore, è riuscito a far ballare anche i vicini di yacht, oltre a Francesca Stanca, moglie del ministro, le due Marte (Marzotto e Brivio Sforza), Antonella Boralevi e tutti gli altri ospiti dei De Marco. Il Gran Capo delle Ferrovie, Elio Catania ha saggiamente evitato di accodarsi al trenino dei ballerini, esilarante quanto l’esibizione del principe Carlo Giovanelli, emulo di Orietta Berti in “Quando la barca va”.

  
Gongolante la stilista Cristina Ferrari, nel vedere un grappolone di belle signore tutte firmate “Fisico”, manco fosse la festa sua. Nostalgia del tacco per alcune nano-bellezze, scalze a causa dell’inflessibile galateo marino e sempre in punta di piedi persino con il piatto in mano. Naturalmente splendida Nancy Brilli, in versione acqua & chirurgo con il suo barbuto & promesso sposo Roy De Vita, sbarcati dal “Pane e Nutella” insieme agli amici Claudio Mercurio e Tiziana De Marchi.

  
Il ministro Lucio Stanca, a un certo punto, con un mano teneva il suo sigarone e con l’altra dirigeva le danze che, iniziate all’aperitivo sono finite a merenda. Nostalgico il saluto di Giovanelli che, calato sul tender del rientro a terra, ha continuato a sventolare la paglietta fino al Cala di Volpe.

  
La fine dell’estate a Porto Rotondo sarà ricordata come quella delle autobuche della stampa, soprattutto locale, riguardo alle presunte “calate” del presidente Berlusconi in piazzetta San Marco. Per ben tre volte, fotografi e giornalisti si sono ritrovati in un posticino ben preciso, nel centro del villaggio, nell’inutile attesa del Cavaliere la cui discesa dalla vicina Certosa era stata strombazzata da alcune agenzie. L’ultima volta, presa da sconforto, una reporter ha persino telefonato in villa per annunciare al Premier “che tutta la stampa lo aspettava già da due ore in piazzetta Dejana”.

  
Un segretario certosino ha cortesemente risposto: “Mi informo subito sulle intenzioni del Cavaliere ma a noi non risulta alcuna uscita. Non credo che le agenzie ne sappiano più di noi”. Dopo qualche minuto, il mistero è stato svelato: si era trattato di un’autobuca fatta in casa, da giornalista a giornalista passando una volta per l’ANSA (boccalona) e l’altra per la concorrenza (idem). Perciò il Cavaliere per niente impietosito è rimasto alla Certosa mandando i suoi saluti alla stampa via telefono .



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Marella Giovannelli 2006© created by Skasi s.r.l. Per l'utilizzo di testi e foto contattare l'autrice marellag@tiscali.it.