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La Vespa Teresa svolazza a Porto Rotondo lontana da villa Certosa

Mia madre, vespa abituata agli usi di mondo, mi ha raccomandato: “Teresa, a causa delle note vicende, almeno per questa estate tieniti lontana dalla Certosa e non farti vedere mentre ronzi, come al tuo solito, intorno alla cucina delle marmellate!”. Sono rimasta quindi con il dolce ricordo dell’ultima mia incursione tra i vasetti preparati lo scorso Natale nella “marmellateria” certosina. Le squisite confetture sono tutte prodotte con la frutta di stagione raccolta nell'agrumeto che riunisce 800 piante di 160 specie, compresa la Mano di Budda, un tipo di cedro con delle buffe protuberanze simili a dita. Ho anche imparato a leggere le targhette scelte da Berlusconi in persona sui vasetti di marmellata che lui regala agli amici e agli ospiti. Mi piace tanto quella piccola bandiera italiana, accanto alla scritta Villa La Certosa. La mia preferita è quella al limone. Sono quindi in crisi di astinenza dalle marmellate di Berlusconi, diventato esperto anche con i gelati, altra attrazione per me irresistibile, nel parco della Certosa.

  
Per consolarmi mi intrufolo in tutti i festini a distanza di sicurezza da Punta Lada e bazzico spesso nella gelateria di via del Molo di Giovanni Lombardo che ha insegnato al Cavaliere i segreti del mestiere, scusate la rima. E proprio mentre sto gustando i resti di una coppetta alla liquirizia e menta (i miei due gusti preferiti) sento un gran trambusto nella vicina piazzetta San Marco. Essendo una vespa nata e cresciuta a Porto Rotondo, annuso subito odore di roba appetitosa in giro. Mi alzo in volo per raggiungere il luogo, anzi la location (altrimenti sembro una vespa buzzurra), del party per l’inaugurazione dell’Harmont&Blaine Cafè, il nuovo locale che ha preso il posto del Nabila, già “Spaghetteria” al tempo di mia madre, unica vespa invitata al rinfresco organizzato negli anni Ottanta per Carlo d’Inghilterra e lady Diana. Appena arrivata adocchio subito un ciuffo di peli che mi invita a nozze, fuoriuscito dalla camicia sbottonata di Fabrizio Corona.

  
Sto per realizzare il mio sogno e finalmente pungerlo senza pietà quando capisco che finirei linciata da uno stuolo di Coronici cronici, scusate il gioco di parole. Indignata mi allontano ma, siccome la curiosità è femmina, comincio a svolazzare di tavolo in tavolo, piluccando prosciutto e formaggio e imprecando contro l’onnipresente sushi. Noto che Gianni Ippoliti tiene la testa grigia (che mi sembra cotonata) china sul piatto così pieno che non c’è posto per un mio atterraggio discreto. Tra le donne, la più bella mi sembra Cristina Chiabotto che non ha proprio nulla da invidiare a Belen Rodriguez. A mio fratello sarebbe piaciuta anche Angela Melillo provvista di morbide curve attira-pungiglione. Il guaio è che, a forza di guardarmi intorno, sbatto contro una specie di armadio con le gambe. Per fortuna non ho il pungiglione in assetto di guerra ma la figura è terribile perché mi ritrovo pesta e tramortita sull’immensa spalla del cestista Carlton Myers.

  
Da gran campione lui ha capito che lo scontro è stato del tutto accidentale e mi soccorre con una pietà davvero poco umana. Mi prende delicatamente per le ali e mi fa persino bere un goccio del suo mojito per accelerare la mia ripresa. Il sapore di quel drink rinfocola la mia vena nostalgica sulle mirabilia certosine che comprendono anche i liquori preparati nella distilleria del Cavaliere. Quello al limoncello, il mio preferito, faceva impazzire non solo me, ve lo assicuro! Ora molti dicono che alla Certosa nulla sarà più come prima e tirano in ballo la privacy violata con il conseguente gran “vespaio” mediatico. Personalmente, lo dico da vespa, non ho mai capito l’associazione tra le nostre innocue gesta a quelle, ben più velenose, dei fotografi e dei giornalisti. Io invece sono ottimista: pur con qualche ridimensionamento festaiolo, i bei tempi certosini riprenderanno, soprattutto nella tranquillità dell’orto, nel frutteto e in cucina, con il presidente Berlusconi in sobria vacanza ecologico-meditativa a Porto Rotondo.



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Marella Giovannelli 2006© created by Skasi s.r.l. Per l'utilizzo di testi e foto contattare l'autrice marellag@tiscali.it.